HOME /

Inno di Mameli: la lettera che ho scritto agli alpini della Carnia

Ill.mo 
Col. Pietro Saldari 
Presidente della Sezione Carnica degli Alpini 
Via Paschini, 13 
33028 TOLMEZZO (Udine) 
 
 
 
Ho letto con sorpresa e con vivo disappunto la sua intervista con la quale Lei denunciava l’assurdità del pagamento dei diritti d’autori sugli inni e le canzoni, che fanno parte del patrimonio culturale e delle tradizioni degli Alpini d’Italia. Voglio sperare che tutto sia stato generato da uno spiacevolissimo malinteso, altrimenti ci troveremmo di fronte ad una intollerabile e assurda situazione. 
La richiesta di pagamento di diritti d’autore per l’esecuzione dell’Inno Nazionale di Mameli suona come grave offesa alla nostra identità nazionale, e ai sentimenti più alti legati al valore morale della Repubblica e della Democrazia. Ma sarebbe altrettanto grave se fosse stato richiesto il pagamento anche solo per le musiche e i canti che sono da sempre espressione dell’animo di Alpino, dei suoi sentimenti e del dramma del ricordo delle tante Penne Mozze, cadute per scrivere la grande epopea nelle trincee sui monti che segnano il confine dell’Italia. E’ proprio là, tra il fango e il filo spinato, che sono nate le note e le strofe delle canzoni degli Alpini che intonavano nei momenti in cui il cannone taceva. Esse ora rappresentano la continuità di quei valori umani nelle odierne missioni di peace keeping. E’ evidente che è intollerabile pensare che possano essere svilite al ruolo di una canzonetta di San Remo su cui lucrare. 
Per questo ho immediatamente interpellato gli uffici centrali della SIAE di Roma, per ottenere i dovuti chiarimenti, con la viva speranza che tutto si risolva in uno spiacevolissimo malinteso. In ogni caso mi farò carico di un’iniziativa parlamentare per ottenere un definitivo chiarimento sulla questione e se necessario modificare eventuali norme in contrasto con i sentimenti e la memoria delle tradizioni degli Alpini. Colgo l’occasione per salutare, attraverso Lei, tutti gli Alpini che si sono adunato a Trieste per esaltare le loro tradizioni, intimamente radicate nella tradizione popolare. 
 
On. Cesare Campa 
 

Torna indietro